sabato 1 dicembre 2012

L'aceto dei 4 ladri (e l'uso nella magia).



La storia:

La leggenda narra che durante la terribile peste che colpì Tolosa nel 1630, quattro ladri, non tenendo conto del rischio di contagio, entravano nelle case degli appestati, moribondi o morti per depredare le loro ricchezze. Arrestati furono condannati all’impiccagione.

Un giudice intelligente e curioso si era però chiesto come facessero a non essersi contagiati, nessuno dei quattro. Li interrogò promettendo loro la grazia se avessero rivelato l’interessante segreto. I ladri risposero che due volte al giorno si bagnavano i polsi e le tempie con un macerato di varie erbe, tra cui salvia, rosmarino, timo e lavanda. (Che da quel giorno prese il nome di aceto dei quattro ladri). Ma i registri del parlamento della città riportano che dopo aver appreso la ricetta, i 4 ladri furono, comunque, impiccati.

Un secolo dopo, nel corso di un’altra epidemia, sempre causata dalla Yiersinia Pestis nell’anno 1720 a

Marsiglia, altri ladri depositari del segreto, ma più fortunati dei colleghi tolosani, furono sorpresi, sottoposti a giudizio e liberati in cambio della formula segreta che fu trascritta nel museo della vecchia Marsiglia. Il Codice Ufficiale Francese del Corpo Medico ufficializzò nel 1758 l‘ACETO DEI 4 LADRI, aggiungendo: cannella, acoro aromatico ed aglio dato che alcuni guaritori conoscevano altre composizioni, era utilizzato con successo per preservarsi dai contagi considerato un disinfettante, detergente ed utilizzato anche in caso di sincope, ma scomparve dal Codice nel 1884 con l’avvento della Medicina Moderna.

La ricetta:

Elaborata poi con l’aggiunta di altri ingredienti dall’erborista Ermanno Valli è questa: mettere in un vaso un cucchiaio di foglie di salvia triturate; un cucchiaio di foglie di rosmarino triturate; un cucchiaio di foglie di timo o serpillo (timo selvatico) triturate; un cucchiaio di foglie di fiori di lavanda triturati; uno spicchio d’aglio schiacciato. Queste per altro, sono le erbe usate già nel medioevo. Si possono però aggiungere: un cucchiaio di foglie di noce triturate; un cucchiaio di foglie di alloro triturate; un cucchiaio di chiodi di garofano schiacciati; una stecca di cannella schiacciata; un cucchiaio di lichene islandico triturato; un cucchiaio di ginepro (ramoscelli e bacche) triturato.

Si ricopre il tutto con 1 litro di buon aceto bianco o rosso, si macera per sette giorni e infine si filtra. Questo aceto ha proprietà antisettiche, da solo contiene sette proprietà di antibiotici. Se preparato a freddo può essere conservato a lungo. E’ utile per prevenire le malattie virali ed epidermiche (due gocce ai polsi e alle tempie mattino e sera come i famosi ladri). Nel caso di malattia si può assumere un cucchiaino di aceto diluito in acqua 3 volte al giorno. Sono indicati anche i pediluvi diluendo ½ bicchiere di aceto antisettico in due litri d’acqua.
Oggigiorno, le capacità curative di tutti i componenti sono riconosciute: antisettiche, antibatteriche, antivirali, antimicotiche, antinfiammatorie, vermifughe, carminative, calagoghe, febbrifughe, insettorepellenti, antiveleno, stimolanti, vulnerarie e bechiche.



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